In questi ultimi giorni ho continuato a pensare che ciò che il mercato potrebbe sovrastimare di più nel campo dei robot non è tanto la velocità dei progressi tecnologici, quanto piuttosto l'idea che "prima o poi si coordineranno da soli". Ma la realtà non è così semplice.

Io credo che un robot possa lavorare, ma ciò non significa che un gruppo di robot possa gestire il lavoro senza intoppi. Chi inizia, chi riempie il posto, chi sbaglia, chi verifica, chi divide i guadagni; se uno di questi problemi non è chiarito, la situazione può facilmente passare da "automazione" a "bloccarsi a vicenda". Quindi ora, quando guardo a questi progetti, non mi interessa più tanto quanto siano intelligenti, ma piuttosto se hanno stabilito prima le regole di collaborazione. Perché se davvero vogliamo formare un'economia robotica, ciò che manca non è necessariamente il cervello più potente, ma piuttosto il sistema di divisione del lavoro più stabile.

In parole povere, l'intelligenza singola risolve la questione "può farlo?", mentre la struttura di collaborazione determina "può farlo in modo continuo, insieme e su scala?". Questo è anche il motivo per cui ho recentemente rivisto @Fabric Foundation e $ROBO ; mi ha fatto cominciare a pensare che alla fine nel settore dei robot si competerebbe non per chi è più simile a un film di fantascienza, ma per chi riesce per primo a stabilire l'ordine. #ROBO