I prezzi del petrolio hanno continuato a salire fortemente durante le contrattazioni di oggi, sostenuti dalle crescenti preoccupazioni per l'interruzione della navigazione nello Stretto di Hormuz, il che ha spinto il mercato a registrare i maggiori guadagni settimanali dal 2020.

Il Brent con consegna a maggio ha registrato un aumento dell'8,2%, equivalente a 7 dollari, arrivando a 92,41 dollari al barile.

Nel frattempo, il petrolio WTI americano con consegna ad aprile è aumentato dell'11,45% o 9,34 dollari, raggiungendo i 90,35 dollari al barile.

Durante questa settimana, i contratti futures per il Brent sono aumentati di circa il 28%, il che rappresenta il maggior guadagno settimanale dal maggio 2020.

Mentre il WTI è salito di oltre il 35%, registrando la migliore performance settimanale dal aprile 2020, rafforzando le preoccupazioni riguardo alla stabilità delle forniture di petrolio nella regione.

Goldman Sachs ha avvertito in una nota recente che il prezzo del Brent potrebbe superare i 100 dollari al barile se le turbolenze nello Stretto di Hormuz dovessero continuare per cinque settimane.

Il ministro dell'Energia del Qatar, Saad bin Sharida Al-Kaabi, ha anche indicato che un'interruzione delle esportazioni di petrolio dai paesi del Golfo per settimane potrebbe spingere i prezzi verso i 150 dollari al barile, riflettendo il grado di sensibilità del mercato a qualsiasi tensione geopolitica nella regione.