La Corea del Sud fissa il limite di partecipazione agli scambi al 20%, stabilendo un periodo di tolleranza di 3 anni per cercare una "posizione intermedia" di regolamentazione
Recentemente, le autorità di regolamentazione coreane e il partito al governo hanno raggiunto un compromesso decisivo sulla questione dei limiti di partecipazione negli scambi di criptovalute, ponendo fine a mesi di battaglie politiche.
Entrambe le parti hanno concordato di fissare il limite di partecipazione per i "principali azionisti" al 20%, ma hanno concesso un ampio periodo di tolleranza all'industria, cercando di bilanciare la regolamentazione rigorosa con lo sviluppo del mercato.
Questo cambiamento di politica non è avvenuto da un giorno all'altro. In precedenza, la Commissione per i Servizi Finanziari (FSC) aveva proposto un intervallo di partecipazione più severo, dal 15% al 20%, suscitando una forte opposizione da parte dell'industria, guidata dall'Alleanza delle Borse di Attività Digitali (DAXA).
Dopotutto, Upbit e Bithumb, i due giganti del mercato interno, detengono circa il 90% della quota di mercato; quindi, un inasprimento così rapido e significativo delle politiche avrà senza dubbio un impatto enorme su di loro.
Nell'accordo finale, le autorità di regolamentazione hanno adottato una soluzione compromissoria. Hanno stabilito un limite di partecipazione del 20%, concedendo al contempo ai principali scambi un periodo di grazia di 3 anni per avere tempo sufficiente per adeguare la struttura azionaria e soddisfare i requisiti normativi.
Tuttavia, per gli scambi con una quota di mercato ridotta che non raggiungono la soglia di partecipazione del 20%, la Corea ha adottato un approccio di regolamentazione più permissivo. Hanno concesso a piattaforme come Coinone, Korbit e GOPAX un ulteriore periodo di grazia di 3 anni, per un totale di 6 anni di tolleranza per affrontare l'adeguamento azionario.
Inoltre, la Commissione per i Servizi Finanziari (FSC) ha formulato limitate eccezioni, consentendo a nuove aziende di detenere fino al 34% delle azioni, il che risponde sia alla disposizione di veto del 33,3% nel "Codice Commerciale", sia riserva uno spazio di governance per le nuove aziende entranti.
Attualmente, si prevede che questo limite di partecipazione venga incluso nella "Legge di Base sui Beni Digitali", che coprirà anche le normative sulle stablecoin e le politiche ETF, con dettagli che si prevede verranno finalizzati a breve. Tuttavia, il futuro di questa legge rimane avvolto nell'incertezza.
Non solo l'opposizione è contraria alla legge, ma alcuni membri del parlamento mettono in dubbio la necessità di limitare la partecipazione dei principali azionisti. In questa situazione, è ancora incerto se la legge possa essere approvata senza modifiche al Congresso.

