Un recente rapporto di Jason Gale per Bloomberg offre una prospettiva significativa, sebbene angosciante, sulle conseguenze neurologiche del virus. È raro trovare notizie mainstream che coprano la pandemia con tale gravità nel 2026. L'articolo evidenzia una condizione nota come la maledizione di Ondine, un fenomeno in cui i pazienti con Long COVID segnalano che i loro cervelli non riescono a gestire automaticamente la respirazione, costringendoli a respirare consapevolmente. Il Dr. Avi Nath presso il NIH riconosce questo problema come derivante da danni neurologici.

Gale dettaglia varie complicazioni, in particolare il danno alle aree cerebrali che regolano la respirazione, attingendo a interviste con il Dr. Nath e il Dr. Tim Henrich, un ricercatore di spicco presso UCSF. Nonostante la natura pesante della lettura, c'è un lato positivo. L'articolo nota che una sperimentazione riguardante l'IVIG guidata dal Dr. Nath dovrebbe concludersi entro la fine di quest'anno. Questo trattamento offre un potenziale percorso avanti, poiché potrebbe aiutare ad alleviare i sintomi calmando un sistema immunitario iperattivo. Anche se le intuizioni sono disarmanti, è eccellente vedere l'argomento trattato con il giusto livello di serietà.