Recentemente presentato in @bmj_latest Neurology, un team di ricercatori australiani ha sviluppato un protocollo unico e non invasivo progettato per identificare la neuropatia a piccole fibre (SFN) nei pazienti affetti da Long COVID. Gli autori hanno osservato che studi precedenti che utilizzavano biopsie cutanee per la diagnosi stabilivano una alta prevalenza di SFN, con uno studio particolare che citava un tasso del 50%.
Poiché il processo di biopsia è invasivo, questo gruppo ha cercato di valutare opzioni di test più accessibili. Hanno formulato un protocollo che utilizza il testing elettrodiagnostico non invasivo a piccole fibre, un processo in cui gli elettrodi vengono applicati sulla pelle per valutare la funzione nervosa.
La valutazione si è concentrata su quattro aree chiave: risposte cutanee simpatiche, periodo silente cutaneo, soglie termiche quantitative e conduttanza elettrochimica della pelle. Questi risultati sono stati poi confrontati con i tassi di rilevamento di metodi più convenzionali.
Dei 9 pazienti inclusi nello studio, 3 sono stati trovati con SFN. Sebbene sia difficile applicare le scoperte di una piccola coorte di 9 persone alla popolazione generale, questo rapporto si allinea in parte con dati precedenti che suggerivano un tasso di diagnosi del 50%.
Il team è incoraggiato dall'esito, notando che il loro metodo ha rilevato con successo anomalie dimostrabili nel sottogruppo di 3 pazienti. Mentre procedono, i ricercatori sperano di perfezionare questo protocollo non invasivo come strumento di ricerca, il che potrebbe migliorare significativamente l'accessibilità per i pazienti che cercano diagnosi e trattamento per SFN. 🙏