Il prezzo del bitcoin è sceso a circa 72.800 dollari ieri con l'aumento del dibattito a Washington sulla approvazione di un pacchetto di finanziamento temporaneo, per poi risalire dopo che la Camera dei Rappresentanti ha approvato il progetto oggi 4 febbraio 2026.

La dichiarazione ha ridotto le preoccupazioni per una parziale chiusura del governo.

Questa rapida transizione ha messo in evidenza quanto siano legati i movimenti del mercato delle criptovalute ai rischi politici americani, anche in assenza di notizie direttamente collegate alla blockchain.

Durante le ore di trading americane, il ribasso è coinciso con notizie di un voto serrato, spingendo i trader a ridurre la loro esposizione a asset ad alto rischio in generale.

Secondo i dati della società “Santiment”, il calo ha portato a liquidazioni per circa 30 milioni di dollari nel settore della finanza decentralizzata, ed è stato accompagnato da un contemporaneo ribasso dell'indice S&P 500 e persino dell'oro, a indicare che il motivo era l'evitare il rischio a causa dell'incertezza politica più che un fattore specifico del mercato delle criptovalute.

Il fulcro della preoccupazione riguardava il destino di un pacchetto di finanziamento stimato in circa 1.2 miliardi di dollari volto a mantenere la maggior parte delle agenzie federali operative fino al 30 settembre.

Se il suo fallimento sarà approvato porterà a una chiusura parziale, a un ritardo nei dati economici importanti e a un aumento della pressione sui mercati in un momento in cui il sentimento è cauto.

E nonostante le divisioni all'interno del partito repubblicano e l'opposizione di un deputato per questioni relative agli aiuti esteri, il progetto è passato alla fine, riflettendosi rapidamente sui mercati; il prezzo del bitcoin è aumentato di oltre il 5% nel giro di poche ore e anche l'S&P 500 si è ripreso.

Santiment ritiene che questa risposta rapida supporti l'idea che l'onda di vendita sia stata principalmente causata da preoccupazioni politiche piuttosto che da una rivalutazione sostanziale del valore del bitcoin.

Tuttavia, il bitcoin rimane sotto pressioni più ampie.

Secondo i dati di “CoinGecko”, il prezzo del bitcoin è sceso di circa il 14% nell'arco di una settimana e di circa il 17% nel corso del mese.

Un'analisi di “Galaxy Digital” ha anche segnalato un calo di alcuni indicatori di rete, con una stima che il 46% dell'offerta circolante è diventato “sotto acqua”, cioè è stato mosso l'ultima volta a livelli di prezzo più alti, il che potrebbe aumentare la probabilità di pressione di vendita, oltre a notare una debole accumulazione da parte dei grandi detentori.

Inoltre, i rapporti del 3 febbraio riguardo il tentativo dell'Iran di cambiare la formula dei colloqui nucleari con gli Stati Uniti hanno contribuito a un'altra onda di ribasso che ha spinto il prezzo sotto i 75.000 dollari e ha portato a liquidazioni nei derivati non inferiori a 20 milioni di dollari.

In questo contesto, alcuni analisti vedono il fondo del ciclo situato nell'intervallo tra 44.000 e 54.000 dollari, mentre rimane la domanda più importante:

È sufficiente il calo delle attuali preoccupazioni politiche a invertire la tendenza negativa, o il bitcoin è ancora a rischio di testare livelli di supporto più profondi?

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