Il più grande banco privato del Brasile, Itaú Unibanco, consiglia agli investitori di allocare dall'1% al 3% dei loro portafogli in $BTC, presentandolo come uno strumento di diversificazione piuttosto che una scommessa speculativa.
Secondo Renato Eid, responsabile delle strategie beta presso Itaú Asset Management, il Bitcoin dovrebbe fungere da asset complementare, non come posizione centrale. L'attenzione è posta sulla posizionamento a lungo termine, non sul timing del mercato, con $BTC che offre rendimenti in gran parte sconnessi dai cicli economici interni.
La raccomandazione è strettamente legata al rischio valutario. Dopo che il real brasiliano ha raggiunto minimi storici alla fine del 2024, Itaú ha evidenziato il potenziale ruolo del Bitcoin come parziale copertura contro la volatilità delle valute estere, insieme alla sua funzione di valore globale di conservazione.
I riferimenti di Itaú alla guida fanno riferimento a BITI11, un ETF sul Bitcoin quotato in Brasile lanciato in collaborazione con Galaxy Digital. Il fondo gestisce attualmente oltre 115 milioni di dollari, offrendo agli investitori locali un'esposizione regolamentata al BTC e una diversificazione internazionale.
Il passo riflette un cambiamento più ampio da parte delle istituzioni. Aree di allocazione simili sono state suggerite da banche globali, segnalando che il Bitcoin viene sempre più considerato non come un'eccezione, ma come un componente strutturato nei portafogli per la gestione del rischio nei mercati emergenti.
Domanda: L'allocazione del 1%-3% a $BTC sta diventando il nuovo standard conservativo per i portafogli istituzionali?
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