
Il mercato delle criptovalute ha mostrato un significativo ritracciamento ieri, con Bitcoin che è sceso sotto i 86.000 dollari, mentre Ethereum e altre criptovalute principali hanno subito un calo simultaneo. In generale, questo ribasso manca di un chiaro catalizzatore specifico e si è verificato principalmente in concomitanza con l'apertura dei mercati azionari statunitensi—il ribasso del mercato azionario ha trascinato verso il basso le performance complessive degli asset rischiosi. L'indice S&P 500 è sceso leggermente dello 0,16%, il Nasdaq ha perso lo 0,59% e il Dow Jones ha registrato un calo dello 0,09%.
Con l'avvicinarsi della fine dell'anno, la liquidità continua a ridursi, il che tende ad amplificare la volatilità del mercato, soprattutto durante le ore di negoziazione negli Stati Uniti. I sentimenti di avversione al rischio si stanno diffondendo rapidamente, con l'incertezza macroeconomica che riemerge; insieme alla mancanza di liquidità, ogni lieve calo tende a trasformarsi in un ribasso più significativo. Il taglio dei tassi di 25 punti base della Federal Reserve la scorsa settimana ha avuto praticamente un impatto positivo nullo sul mercato, mentre il rallentamento della leva finanziaria e l'esaurimento delle risorse a fine anno hanno intensificato la pressione alle vendite.
Inoltre, i dati chiave sull'inflazione americana che verranno pubblicati questo giovedì stanno rendendo il mercato più cauto, con i prezzi che diventano più sensibili ai flussi di capitale. Il mercato ritiene generalmente che questa caduta possa essere correlata alla chiusura delle macchine minerarie nazionali. Recentemente, almeno 400.000 macchine minerarie sono andate offline, con una potenza di calcolo della rete che è diminuita di circa 100 EH/s rispetto al giorno precedente, con una flessione di circa l'8%.
Le miniere dello Xinjiang stanno chiudendo gradualmente, e questo avviene dopo che la quota mineraria della Cina è aumentata silenziosamente (fino a oltre dieci punti percentuali) negli ultimi mesi, principalmente grazie all'elettricità a basso costo dell'ovest e alla sovrabbondanza di capacità dei data center.
Attualmente non ci sono prove chiare che i minatori dello Xinjiang stiano vendendo Bitcoin su larga scala. Un gran numero di macchine minerarie che si spengono a breve termine eserciterà pressione sulla potenza di calcolo di Bitcoin, provocando vendite temporanee, ma l'impatto potrebbe essere temporaneo.
In generale, questo aggiustamento del mercato riflette la pressione macroeconomica, la stagionalità della liquidità e l'impatto di eventi regionali, ma i fondamentali di Bitcoin (come l'accumulo da parte delle istituzioni e la resilienza della rete) continuano a essere supportati. È importante prestare attenzione ai dati sull'inflazione in arrivo e all'aggiustamento della difficoltà per valutare il fondo a breve termine.