Il 19 maggio 2021, il mondo delle criptovalute ha vissuto il “Mercoledì Nero”. Quel giorno, con l'uscita dei documenti normativi, i miner hanno subito un blackout collettivo, il BTC è crollato da 43.000 dollari a 30.000 dollari, oltre 800.000 persone hanno subito liquidazioni in 24 ore, con un capitale evaporato di oltre 300 miliardi di yuan. Innumerevoli giocatori con leva finanziaria sono caduti dalle nuvole nel fango.
La storia più tragica è accaduta a un miner di nome Lao Zhang. Nel 2017 ha lasciato il lavoro per tornare ad Aba e costruire una miniera, all'inizio del 2021 ha ipotecato casa e auto, ha preso in prestito 8 milioni per investire in BTC e FIL, sognando di “diventare finanziariamente libero appena estrae delle monete”. Il giorno del 19 maggio, la miniera è stata spenta, e lui ha visto il suo conto passare da un guadagno di +12 milioni a -6 milioni, azzerandosi. Il giorno dopo, si è seduto da solo nella sala macchine vuota, ha fumato un pacchetto di sigarette e poi è scomparso; tre giorni dopo è stato trovato nel fiume Jialing.
Nello stesso periodo, innumerevoli fedeli delle “monete a cento volte” hanno scommesso nei pool ad alta resa di DeFi, solo per vedere il loro capitale principale portato via dagli hacker; molti neofiti hanno scommesso tutto su Dogecoin e SHIB, pensando che “un tweet di Musk potesse cambiare il destino”, e alla fine sono rimasti solo con screenshot di zero.
Non si tratta di voci lontane, ma di tragedie realmente accadute a innumerevoli persone comuni. Nel mondo delle criptovalute non esiste un vero “salire a bordo”, solo il ciclo di leva, avidità e paura. Sono passati quattro anni, il Bitcoin è tornato a superare i 100.000 dollari, ma il 99% di coloro che sono stati liquidati quell'anno non sono mai più tornati.
Ricorda: la leva è una falce, l'avidità è una miccia, la regolamentazione è una bomba. Non permettere che il prossimo protagonista della storia sia tu.
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