Indicatori Chiave e Prospettive
Crescita
Secondo le previsioni economiche mondiali del FMI (aggiornamento di luglio 2025), la crescita globale è prevista al 3,0 % nel 2025 e al 3,1 % nel 2026.
Il Conference Board prevede anche una crescita reale del PIL globale di circa il 3,0 % nel 2025 e ~2,9 % nel 2026.
L'OCSE prevede un ritmo leggermente più lento: circa il 2,9 % sia per il 2025 che per il 2026.
La Banca Mondiale, in modo più pessimista, prevede una crescita globale del 2,3 % nel 2025, citando l'aumento delle barriere commerciali, l'indebolimento degli investimenti e le difficoltà esterne.
Le Nazioni Unite stimano una crescita intorno al 2,8 % nel 2025 (simile ai livelli del 2024) nel suo rapporto “Situazione Economica Mondiale e Prospettive”.
Quindi c'è qualche variazione tra le previsioni, ma la maggior parte delle agenzie converge su un tasso di crescita globale nella fascia del 2,5% al 3,1% nel 2025.
Grandi economie e i loro ruoli
Gli Stati Uniti rimangono la più grande economia per PIL nominale.
La Cina è seconda in termini nominali, ma guida nelle metriche di parità del potere d'acquisto (PPP) in molti confronti.
Nel 2025, si prevede che l'India continui a essere una delle economie in più rapida crescita tra le grandi economie.
Altre economie importanti (Germania, Giappone, Unione Europea) affrontano una crescita più lenta, con sfide strutturali, pressioni demografiche e meno margini per l'espansione fiscale in molti casi.
La quota relativa delle economie emergenti e in via di sviluppo nella produzione globale continua a crescere, ma molte affrontano venti contrari significativi (ad es. oneri del debito, investimenti deboli, pressioni inflazionistiche).
Tendenze e dinamiche strutturali
Commercio e protezionismo
L'aumento delle barriere commerciali, le dispute tariffarie e le frizioni geopolitiche stanno introducendo distorsioni e incertezze nei flussi commerciali globali.
Parte della crescita 'buffering' nel 2025 riflette un'anticipazione—le imprese accelerano gli ordini prima delle modifiche tariffarie.
Debito e vincoli fiscali
Molti paesi, in particolare i mercati emergenti, operano con uno spazio fiscale limitato a causa dell'alto debito pubblico e dei costi di prestito.
Il FMI ha avvertito che il debito governativo globale potrebbe raggiungere il 100% del PIL globale entro il 2029, evidenziando i rischi per la stabilità finanziaria.
Politica monetaria e inflazione
Dopo anni di aumenti dei tassi d'interesse per combattere l'inflazione, le banche centrali in molte economie affrontano la sfida di tempistiche per i tagli ai tassi.
L'inflazione, sebbene in calo in molti luoghi, rimane elevata rispetto alle norme pre-pandemia in diversi paesi.
Cambiamento tecnologico e investimento in IA
L'investimento in IA e tecnologie correlate è visto come un potenziale motore di crescita, specialmente nelle economie avanzate, contribuendo a compensare alcune debolezze in altri settori.
Tuttavia, ci sono preoccupazioni riguardo all'eccesso di investimento, bolle speculative e disallineamenti tra entusiasmo e reali guadagni di produttività.
Divergenza e recupero disuguale
La divergenza di crescita tra paesi sviluppati, emergenti e a basso reddito sta aumentando.
Per molti paesi a basso reddito, la crescita del reddito pro capite è insufficiente a colmare le lacune create dalla pandemia.
Region come l'Asia, in particolare il Sud Asia, si prevede che supereranno le aspettative, trainati da una forte domanda interna, vantaggi demografici e riforme strutturali.
Clima, energia e sostenibilità
I rischi climatici, il maltempo estremo e le transizioni energetiche impongono vincoli e costi, soprattutto per le economie vulnerabili.
La spinta per una 'crescita verde' e investimenti in energia pulita sarà un fattore sempre più importante nella definizione dei modelli di crescita futuri.
Rischi e minacce al ribasso
L'escalation delle guerre commerciali (ad es. U.S.–China) potrebbe far perdere fino a 1 punto o più alla crescita globale negli anni a venire.
Le crisi del debito nei mercati emergenti, soprattutto in quelli con alta esposizione alla valuta estera, rimangono una seria preoccupazione.
L'instabilità finanziaria globale—ad es. improvvisi cambiamenti nei tassi d'interesse, inversioni nei flussi di capitale—potrebbe colpire i mercati fragili.
Un investimento più lento e la stagnazione della produttività potrebbero portare a dinamiche di 'stagnazione secolare' prolungata.
I conflitti geopolitici, le interruzioni della catena di approvvigionamento e i vincoli di risorse (energia, acqua) possono agire come jolly.
Valutazione complessiva
Si prevede che l'economia globale nel 2025 crescerà, ma a un ritmo moderato, con maggiori rischi al ribasso rispetto alle sorprese al rialzo.
La resilienza vista finora (nonostante tariffe, inflazione e stress geopolitico) ha sorpreso alcuni previsori.
Ma le sfide strutturali—debito, disuguaglianza, cambiamento climatico, cambiamenti demografici—rimangono venti contrari a lungo termine.
Le regioni e i paesi che possono sfruttare la tecnologia, migliorare le istituzioni, gestire il debito e adattarsi ai vincoli climatici sono meglio posizionati.