La maggior parte delle discussioni sull'intelligenza artificiale ruota ancora attorno a chatbot software, algoritmi e assistenti digitali. Ma un cambiamento più silenzioso sta avvenendo sullo sfondo. L'IA sta lentamente uscendo dagli schermi e entrando nel mondo fisico attraverso i robot. Dall'automazione dei magazzini ai macchinari di consegna, l'hardware intelligente sta diventando sempre più comune. Eppure c'è un grande divario nell'infrastruttura che lo circonda: i robot non hanno identità, non partecipano a sistemi economici aperti e la maggior parte di essi opera all'interno di reti aziendali chiuse.
Questo è lo spazio su cui la Fabric Foundation sta concentrando la propria attenzione.
Piuttosto che costruire robot stessi, la fondazione sta guardando a qualcosa di più strutturale: come gli esseri umani e le macchine possano coordinarsi in sistemi aperti. È un'iniziativa non profit che esplora modelli di governance, sistemi di identità e framework economici che potrebbero consentire alle macchine intelligenti di interagire con le persone in modo trasparente e responsabile.
Pensa a come gli esseri umani operano nella società. Abbiamo passaporti, conti bancari, contratti e identità legali. I robot non hanno nulla di comparabile. Un robot di consegna o una macchina di magazzino potrebbero completare migliaia di compiti, ma raramente esiste un modo standardizzato per verificare la propria attività o collegarlo a una rete più ampia. La maggior parte delle flotte di robotica è bloccata all'interno di piattaforme private gestite da singole aziende.
Fabric propone un approccio diverso attraverso il Fabric Protocol. L'idea è di creare uno strato di coordinamento dove robot, sviluppatori e operatori interagiscono attraverso un'infrastruttura verificabile costruita sulla tecnologia blockchain.
In termini semplici, i robot potrebbero avere identità crittografiche. Le loro azioni, come completare una consegna o svolgere un compito, potrebbero essere registrate su un registro pubblico. Pagamenti o accordi potrebbero essere gestiti tramite contratti intelligenti piuttosto che sistemi centralizzati. Invece di operare in ambienti isolati, le macchine sarebbero in grado di interagire all'interno di una rete condivisa dove l'attività è trasparente e verificabile.
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