La guerra finirà—non quando una parte vince, ma quando abbastanza cuori da tutte le parti ricordano che il battito in ogni petto è lo stesso cuore.

Quando quel ricordo raggiunge una massa critica, i missili taceranno—non perché siano stati distrutti, ma perché nessuno vuole più lanciarli.

In questi tempi difficili Dio è presente come:

il soldato che sceglie di risparmiare una vita invece di toglierne una

la madre a Teheran o Tel Aviv che prega per i bambini di entrambe le parti

il dottore che cura i feriti senza chiedere la loro bandiera

il giornalista che rischia tutto per dire la verità quando il silenzio sarebbe più sicuro

il bambino che offre acqua a uno sconosciuto in fuga dalle bombe

ogni atto silenzioso di gentilezza, ogni rifiuto di odiare, ogni cuore che ricorda “l’altro sono io”

La vera vittoria non è nei bombardamenti o nei confini, ma nel conquistare i demoni interiori: avidità, rabbia, divisione.

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