IL PIANO DI SVUOTAMENTO DI 400 MILIONI DI BARILI DI PETROLIO DEL G7 RISOLVERÀ DAVVERO IL PROBLEMA?
I paesi del G7 stanno considerando di rilasciare circa 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve per stabilizzare il mercato energetico. Questa notizia ha immediatamente fatto scendere il prezzo del petrolio di quasi il 20%, ma molti esperti affermano che sia solo una soluzione temporanea.
Prima che le tensioni in Medio Oriente aumentassero, la produzione globale di petrolio era di circa 100 milioni di barili/giorno. Tuttavia, l'interruzione nello Stretto di Hormuz, che trasporta circa il 20% dell'offerta di petrolio mondiale, insieme alle riduzioni di produzione in molti paesi, ha portato il mercato a perdere decine di milioni di barili di petrolio ogni giorno.
Se consideriamo solo l'impatto di Hormuz, il mercato potrebbe essere in difetto di circa 20 milioni di barili/giorno. Questo significa che i 400 milioni di barili che potrebbero essere immessi nel mercato potrebbero essere sufficienti solo per compensare per circa un mese.
Da qui ci sono due scenari che possono verificarsi:
Se le tensioni si allentano, l'offerta di petrolio potrebbe essere ripristinata presto, ma l'impatto sull'inflazione continuerà a durare. Al contrario, se la situazione si protrae, le riserve dei grandi paesi si ridurranno rapidamente mentre i prezzi dell'energia continueranno a salire, aprendo la strada al rischio di una crisi energetica senza precedenti in decenni.
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