Il prezzo del petrolio ha toccato i 111 dollari

Motivi dell'impennata dei prezzi del petrolio: con gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele all'Iran, la navigazione nello Stretto di Hormuz, un collo di bottiglia per il trasporto di petrolio globale, è stata ostacolata, interrompendo direttamente parte dell'offerta di petrolio. Lunedì 9 marzo, all'apertura, i futures sul petrolio WTI sono aumentati di oltre il 20%, superando i 111 dollari al barile. Diversi media hanno descritto il prezzo del petrolio come il più alto degli ultimi due anni e mezzo.

Interruzione dell'offerta: a causa del conflitto, la produzione di petrolio dell'Iraq è crollata da 4,3 milioni di barili a 1,3 milioni di barili, mentre paesi come il Kuwait e l'Arabia Saudita si trovano anche ad affrontare difficoltà legate a riduzioni della produzione o impianti di stoccaggio che si avvicinano al limite.

Riserva di petrolio della Cina: l'attuale riserva totale di petrolio della Cina (strategica + commerciale) ha raggiunto i 1,2-1,3 miliardi di barili, pari a circa 140-180 giorni di importazioni nette, ben oltre la soglia di sicurezza di 90 giorni raccomandata dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA).

Aspetti di Taiwan: le riserve di petrolio per 120 giorni sembrano abbastanza abbondanti, ma la vera sfida riguarda il gas naturale. Il gas naturale è il vero "punto critico": solo 11 giorni di scorte significano quasi nessuno spazio di manovra.