Ultime notizie! I prezzi internazionali del petrolio superano i 100 dollari: qual è l'impatto sul mercato delle criptovalute? (Risk Control Perspective) Il 9 marzo, ora di Pechino, i prezzi internazionali del petrolio hanno raggiunto un punto di svolta: sia il Brent che il WTI hanno superato i 100 dollari al barile, raggiungendo nuovi massimi dal conflitto tra Russia e Ucraina del 2022. L'aumento giornaliero ha superato il 18% e quello settimanale ha raggiunto un picco pluridecennale. La tempesta energetica innescata dal conflitto geopolitico sta travolgendo i mercati globali e influenzando indirettamente il settore delle criptovalute.

Questa serie di sbalzi del prezzo del petrolio sopra i 100 dollari non è guidata dalla domanda e dall'offerta; il fattore principale è il panico da offerta causato dall'escalation della situazione in Medio Oriente. Lo Stretto di Hormuz, in quanto "punto di strozzatura" energetico globale, trasporta il 20-30% del trasporto marittimo globale di petrolio. Attualmente, è quasi in stallo a causa del conflitto, unito ai tagli preventivi alla produzione da parte di paesi produttori di petrolio come Iraq e Kuwait, rendendo difficile colmare il deficit di offerta. Il premio di rischio geopolitico spinge direttamente al rialzo i prezzi del petrolio. Goldman Sachs avverte che, se i problemi di navigazione nello Stretto dovessero persistere, i prezzi del petrolio potrebbero salire a 120-150 dollari al barile.

Il superamento dei 100 dollari al barile è una reazione a catena con conseguenze di vasta portata e il suo impatto sul mercato delle criptovalute non può essere ignorato. Dal punto di vista della gestione del rischio, due punti chiave richiedono attenzione:

In primo luogo, nel breve termine, l'impennata dei prezzi del petrolio spinge al rialzo le aspettative di inflazione globale, ritardando le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed. I fondi abbandoneranno temporaneamente asset rischiosi come le criptovalute e si orienteranno verso asset tradizionali come l'oro. Questa è una delle ragioni principali della recente volatilità di Bitcoin e delle altre principali criptovalute. È necessaria cautela a breve termine per quanto riguarda il rischio di un calo dovuto a vendite dettate dal panico.

In secondo luogo, a lungo termine, se i prezzi del petrolio rimangono elevati e le pressioni inflazionistiche si intensificano, la caratteristica di "riserva di valore" di Bitcoin potrebbe riacquistare popolarità, in modo simile al suo utilizzo durante il conflitto Russia-Ucraina, diventando una copertura contro l'inflazione per alcuni investitori. Tuttavia, questa logica deve basarsi sulla premessa che i conflitti geopolitici non si intensifichino e che il sentiment del mercato si calmi; seguire ciecamente la tendenza non è consigliabile.

Dal punto di vista della gestione del rischio, indipendentemente dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio, i principi fondamentali rimangono invariati: non lasciarsi influenzare dalle emozioni a breve termine, non inseguire ciecamente massimi e minimi, attenersi al controllo della posizione e alla logica del trailing stop-loss nel trading di criptovalute e diffidare dei rischi legati al contesto macroeconomico. L'impennata dei prezzi del petrolio sopra i 100 dollari riflette una maggiore incertezza geopolitica. Le fluttuazioni del mercato sono temporanee; preservare il capitale e mantenere la razionalità sono fondamentali per il successo a lungo termine.

#国际油价突破100美元 #BTC走势分析 #风控观澜客