Qualche anno fa, i robot erano per lo più bloccati all'interno delle fabbriche. Saldavano parti di automobili, ordinavano pacchi o assemblavano elettronica. Macchine utili, sì, ma ancora solo strumenti in attesa di istruzioni umane.
Oggi, le cose iniziano a sembrare diverse.
I robot per la consegna si muovono attraverso le strade della città. I droni ispezionano le turbine eoliche e le linee elettriche. Le flotte di magazzino navigano interi edifici quasi da sole. Le macchine stanno lentamente uscendo da ambienti controllati e nel mondo reale.
Ma questo cambiamento crea un problema interessante: come coordiniamo le macchine che lavorano attraverso diverse aziende, città e sistemi?
Questo è il tipo di domanda che il Fabric Protocol sta cercando di esplorare.
L'idea è semplice in teoria. Se i robot devono svolgere lavori reali, hanno bisogno di un modo per dimostrare chi sono, quali compiti hanno completato e come vengono pagati. Fabric propone di dare ai robot qualcosa di simile a un'identità digitale e a un portafoglio in modo che le loro azioni e pagamenti possano essere tracciati su una rete condivisa.
Immagina un robot per la consegna che trasporta forniture mediche tra due ospedali. Una volta verificata la consegna, il pagamento potrebbe essere automaticamente elaborato attraverso la rete.
È ancora presto, e molte domande rimangono, soprattutto riguardo alla sicurezza, alla regolamentazione e alla verifica nel mondo reale. Ma l'idea più grande è interessante.
Se le macchine iniziano a svolgere lavori reali nell'economia globale, potremmo aver bisogno di sistemi completamente nuovi per coordinarle. Fabric è un primo tentativo di immaginare come potrebbe essere quel futuro.
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