Secondo l'analisi della The Kobeissi Letter, nel frattempo, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Iraq e Qatar hanno confermato che almeno parte della produzione di petrolio è stata sospesa. Il Qatar ha completamente interrotto la fornitura di circa il 20% del gas naturale liquefatto a livello globale. Il problema maggiore è che una volta chiusi gli impianti petroliferi e del gas, riavviare la capacità non è un compito semplice. Una volta che gli impianti smettono di funzionare, la produzione potrebbe richiedere settimane o addirittura mesi per tornare a operare a pieno regime.
L'analisi indica che i futures sugli indici azionari statunitensi apriranno tra meno di 24 ore: tuttavia, con i prezzi del petrolio in forte aumento, il mercato non ha ancora visto segni di una qualsiasi attenuazione della situazione in Medio Oriente. Pertanto, le prossime 24 ore sono cruciali; a meno che non vi siano misure di intervento, sembra che i prezzi del petrolio saliranno oltre i 100 dollari al barile. #guerra del petrolio