Penso che la parte più importante della collaborazione tra robot non sia la velocità, ma la fiducia. Ecco perché il Fabric Protocol si distingue per me. Invece di chiedere alle persone di credere semplicemente a ciò che una macchina riporta, costruisce attorno a strati che rendono l'attività dei robot più facile da verificare: un registro pubblico per la coordinazione condivisa, una computazione verificabile per controllare ciò che è stato fatto e un'identità persistente in modo che le azioni di un robot siano collegate a una storia visibile invece che a un database aziendale chiuso. Il white paper di Fabric stesso inquadra la rete come infrastruttura per coordinare dati, computazione e supervisione in modo aperto, il che rende la collaborazione molto più responsabile rispetto al solito modello black-box. Per me, questo è il vero vantaggio qui: i robot non sono solo connessi, ma sono progettati per lavorare in sistemi in cui gli esseri umani possono ispezionare, sfidare e governare come avviene effettivamente la collaborazione.
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