Il progetto Fabric lo seguo da un po'. A dire il vero, all'inizio non ci avevo fatto molto caso, pensavo fosse l'ennesimo trucco di blockchain + AI. Ma poi, dopo aver esaminato attentamente, ho scoperto che il loro approccio è davvero astuto.

Qual è il problema principale nel settore della robotica al momento? Non è che l'hardware non sia abbastanza potente, è che le macchine non comunicano tra di loro. Comprate un'unità di UBTECH, poi un'unità di Yush, e i due lavorano separati, come estranei. Volete farli collaborare? Mi dispiace, dovete trovare un intermediario per scrivere codice, traducendo le istruzioni da A in qualcosa che B possa capire. Chi può sostenere questo costo?

Il lavoro che fa @Fabric Foundation è quello di fornire a questo gruppo di macchine mute un corso di formazione linguistica. Il sistema OM1 equivale a un libro di testo unificato, non importa se si tratta di un braccio robotico o di un robot umanoide, tutti parlano secondo questa grammatica. Ma questo è solo il primo passo.

Quello che mi ha davvero colpito è che hanno integrato il token $ROBO

in questo sistema linguistico. In pratica, non solo insegnano alle macchine a parlare, ma le fanno anche imparare a fare il checkout. A chiede a B di aiutarlo, non è un lavoro gratuito, deve essere regolato con ROBO; se B accetta ma non lo fa, il token in staking viene automaticamente detratto. Questo meccanismo trasforma la cooperazione tra macchine da "relazioni personali" a "contratti".

La scorsa settimana ho visto che hanno lanciato un cruscotto dati, rendendo pubblici tutti i dati operativi di base. Nel settore della robotica, le grandi aziende sono le più esperte nel nascondere i dati, la logica di distribuzione, le percentuali di commissione sono tutte scatole nere. Fabric, invece, espone direttamente il libro mastro al sole. Questa trasparenza è davvero rara, soprattutto in questo ambiente attuale dove si fanno promesse a vuoto #robo