Recentemente, tutti dovrebbero aver compreso lo scenario del mercato:

Basta che la situazione in Medio Oriente si agiti, e il BTC inizia subito a muoversi.

Recentemente, molti analisti hanno analizzato e ritenuto che, sotto la pressione combinata dell'escalation del conflitto in Medio Oriente e del deflusso di fondi dagli ETF, il bitcoin presenta ancora rischi di ulteriori correzioni a breve termine, con possibilità estreme di testare il supporto vicino ai 55.000 dollari.

In questo periodo ci sono alcuni segnali evidenti:

Il conflitto geopolitico si intensifica, l'emotività di avversione al rischio cresce.

I fondi stanno defluendo temporaneamente dagli ETF, con un atteggiamento più cauto da parte delle istituzioni.

I prezzi del petrolio aumentano, l'incertezza macroeconomica cresce.

Il bitcoin è sceso sotto i 70.000 dollari, con una volatilità di mercato chiaramente aumentata. Alcuni analisti ritengono che, se l'emotività di panico continua a fermentare, il BTC potrebbe prima testare la zona di liquidità tra i 60.000 e i 55.000, prima di cercare una nuova direzione.

Ma dall'altra parte ci sono anche segnali da considerare:

I fondi on-chain continuano a accumularsi, con alcuni capitali che approfittano dei ribassi per accumulare.

Resta la stessa frase:

A breve termine, guarda il macro,

A lungo termine, guarda il capitale.

La geopolitica sta scuotendo l'emotività del mercato,

ma a decidere veramente il ciclo,

è ancora il capitale.

Le criptovalute principali possono essere accumulate a fasi nel proprio prezzo ideale.

In un mercato orso, è importante gestire bene le posizioni.

Osserva le altcoin, non accumulare facilmente.

Le principali criptovalute sono molto volatili.

Quando le altcoin scendono, non si riconoscono nemmeno 😂😂

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