La prossima settimana, i test sull'inflazione CPI e PCE arriveranno con grande impatto, mentre i prezzi dell'energia, spinti dai conflitti geopolitici, fanno riemergere le teorie sulla "stagflazione". La logica è semplice: se i dati sull'inflazione superano le aspettative, la Fed non avrà alcuna possibilità di diventare più accomodante nel breve termine, e la forza dell'indice del dollaro avrà un effetto "succhiasangue" diretto sulla liquidità on-chain.

Attualmente, il mercato delle criptovalute si trova in un periodo di estrema sensibilità e il sentimento di avversione al rischio sta gradualmente superando il premio narrativo. La logica sottostante è che, se i dati macroeconomici confermano un aumento dell'inflazione, il ritmo di riduzione dei tassi precedentemente prezzato dal mercato subirà una completa ristrutturazione, e il valore degli asset a rischio subirà probabilmente pressioni al rialzo con l'aumento dei rendimenti dei Treasury americani, mentre la volatilità del mercato entrerà in un periodo di alta frequenza.

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