Oggi l'azione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele è entrata nel suo ottavo giorno, con un'intensa opposizione da entrambe le parti, senza segni di cessate il fuoco; il conflitto si è trasformato in una guerra di consumo a lungo termine.

Le forze armate statunitensi e israeliane continuano a bombardare oltre 2650 obiettivi militari all'interno dell'Iran, colpendo basi missilistiche, centri di comando e sistemi di difesa aerea; le autorità statunitensi hanno annunciato che l'intensità degli attacchi aumenterà ulteriormente, senza al momento impiegare truppe di terra. L'Iran sta rispondendo con missili ipersonici e droni in sciame, colpendo ripetutamente il territorio israeliano e le basi militari statunitensi in Medio Oriente, mentre gli scontri tra navi della marina e obiettivi marittimi sono aumentati, con il transito nello Stretto di Hormuz gravemente influenzato.

A livello internazionale, le Nazioni Unite avvertono che la situazione potrebbe sfuggire al controllo, con evidenti divergenze tra i alleati europei; ci sono molteplici appelli per un cessate il fuoco e una diminuzione delle tensioni, ma non ci sono progressi sostanziali.

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