Negli ultimi due giorni ho visto su OpenMind che è apparso su Forbes, la mia prima reazione è stata piuttosto reale: l'App Store per telefoni è già una consuetudine, ma la questione "anche i robot devono avere App" sta iniziando a sembrare un po' concreta.

Ho sempre pensato che il settore dei robot fosse lontano dalle persone comuni, come se fossero oggetti in un'esposizione, che si possono vedere ma non utilizzare. Ma se i robot iniziano a essere come i telefoni, comprati solo come "guscio" e le vere capacità dipendono da download, aggiornamenti e ampliamenti continui, allora la logica cambia completamente.

@Fabric Foundation quello che stiamo facendo, in sostanza, non è semplicemente vendere una storia di robot, ma promuovere un livello di distribuzione delle applicazioni per robot. Collaborando con diversi produttori di robot, stiamo creando pacchetti di "abilità" installabili per pulizia, assistenza, educazione e sicurezza, in modo che l'hardware non definisca più un limite una tantum.

Un punto che mi preoccupa è questo: in futuro, ciò su cui i robot competono potrebbe non essere solo i parametri, ma chi riesce a collegare per primo sviluppatori, dispositivi e punti di distribuzione. Chi riesce a creare un ecosistema per primo avrà più facilità a ottenere valore a lungo termine.

Guardando l'attuale narrazione su criptovalute e AI, in realtà questo tipo di direzione è piuttosto interessante da osservare. Perché il mercato in questi anni sta cercando un ingresso per "l'AI che passa dalla conversazione all'esecuzione", Agent, DePIN e robot si stanno avvicinando a scenari reali. Se si arriva a questo punto, non si parlerà solo di vendita di hardware, ma anche di identità, permessi, pagamenti, regolamenti e persino della rete di collaborazione tra robot, che lentamente diventerà il nuovo campo di battaglia.

Ora guardo OpenMind non come un progetto isolato, ma come un segnale: il settore dei robot potrebbe essere vicino a entrare nella fase di "valore definito dal software".

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