Molti investitori al dettaglio spesso fraintendono il ruolo degli shakeout, credendo che servano solo a prendere monete a buon mercato. Ma la verità è più profonda: la vera missione di uno shakeout è di preparare la strada per la distribuzione finale (fase di vendita). Analizziamolo 👇
📌 Se un market maker pompa una moneta direttamente da $1 a $2, può sembrare veloce ed efficiente, ma in realtà comporta 3 enormi rischi:
1️⃣ Ritrosia a Vendere Effetto 🛑
I primi possessori con grandi profitti non venderanno, aspettando prezzi ancora più alti. Nel frattempo, gli outsiders esitano a inseguire una moneta che ha già raddoppiato. Questo lascia il market maker bloccato con meno ordini di acquisto.
2️⃣ Pressione di Vendita Concentrata 💣
Se il prezzo si ferma, il profit-taking aumenterà tutto in una volta. Per mantenere la tendenza al rialzo, il market maker deve bruciare enormi capitali, rischiando di rimanere intrappolato in cima.
3️⃣ Problemi di Liquidità & Profondità 🌊
Specialmente nei token a piccola capitalizzazione, un rapido aumento senza turnover crea un “incremento senza volume.” I profitti cartacei sembrano grandi, ma incassare diventa quasi impossibile senza far crollare il prezzo.
🔥 Questo è il punto in cui la strategia di shakeout brilla:
Ripetutamente ritirandosi in aree come $0.9, le mani deboli escono, e nuovi acquirenti entrano a costi più elevati.
Quando il prezzo sale a $1.5, i nuovi investitori vedono solo profitti moderati e trattengono più a lungo.
Una rottura sopra $1 attira i trader tecnici, aggiungendo carburante al movimento.
✅ Risultato: Il market maker ridistribuisce con successo le chip e vende nella forza durante il rally senza uccidere la tendenza.