Ho notato più conversazioni ultimamente attorno al Fabric Protocol, e mi ha fatto fermare un momento. L'idea non è solo un'altra narrativa sull'IA. Si tratta più di come le macchine — specialmente i robot — potrebbero eventualmente coordinarsi su reti aperte invece di operare all'interno di sistemi isolati di proprietà di singole aziende.
In questo momento, la maggior parte dei robot lavora in ambienti chiusi. Un robot da magazzino appartiene a un'azienda, un robot per le consegne appartiene a un'altra. Tutto rimane isolato. Fabric sembra esplorare una possibilità diversa in cui le macchine potrebbero avere le proprie identità, verificare il lavoro che svolgono e interagire attraverso un'infrastruttura decentralizzata condivisa.
Ciò che mi ha colpito è l'accento sulla coordinazione piuttosto che sul clamore. Strati di identità, lavoro robotico verificabile e regolamento automatico tra le macchine sono concetti interessanti. Ma come molte idee ambiziose nel mondo delle criptovalute, la vera domanda è l'adozione.
L'infrastruttura suona sempre bene sulla carta. La vera prova sarà se sviluppatori, team di robotica e operatori del mondo reale inizieranno effettivamente a usarla una volta che l'attenzione iniziale svanisce.
Per ora, è uno di quei progetti che sto semplicemente osservando per vedere se un'attività reale segue eventualmente l'idea.