🚨 La preoccupazione sta aumentando per i limiti sulla libertà di parola durante le emergenze negli Emirati Arabi Uniti.
Alcuni osservatori paragonano le restrizioni sulla comunicazione digitale negli EAU alle rigide regolamentazioni dei media presenti in nazioni come la Cina.
I rapporti suggeriscono che i funzionari abbiano consigliato al pubblico di mantenere la calma in mezzo all'emergenza recente, ma hanno anche emesso avvertimenti che condividere materiale o informazioni non verificate online potrebbe comportare severe penalità.
Circolano online affermazioni che indicano che le persone che pubblicano video da "fonti non ufficiali" potrebbero incorrere in multe fino a $54.000 e potrebbero persino affrontare la reclusione.
Secondo il Decreto-Legge Federale n. 34 del 2021, i messaggi sui social media considerati ingannevoli, dannosi per l'ordine pubblico o nocivi per la reputazione della nazione da parte delle autorità potrebbero avere gravi conseguenze legali.
Alcuni influencer che in precedenza avevano messo in evidenza lo stile di vita e le prospettive commerciali di Dubai hanno presumibilmente rimosso i loro post o si sono astenuti dal commentare la situazione in corso. Un caso notevole ha coinvolto un utente dei social media che ha cancellato filmati di detriti che cadevano vicino alla sua residenza.
L'indice di libertà di stampa pubblicato da Reporter Senza Frontiere classifica male gli EAU nel contesto globale, allineandosi strettamente con paesi come la Corea del Nord riguardo alle limitazioni dei media.
I critici sostengono che l'imposizione di severe penalità per discutere eventi attuali solleva preoccupazioni sulla trasparenza e sulla vera portata della crisi in corso.
D'altra parte, i sostenitori di tali leggi argomentano che regole severe sono essenziali per prevenire la disinformazione, evitare il panico e mantenere la sicurezza in situazioni delicate.


