Il Protocollo Fabric attira la mia attenzione perché tocca un punto che spesso viene trascurato quando si parla di robot: i bot che possono svolgere compiti non sono sufficienti, è importante che ci sia la possibilità di risalire alla responsabilità in caso di errore.
Quello che trovo interessante qui è che Fabric non consente ai robot di esistere come una scatola nera.
Assegna identità, diritti e tracce delle azioni a ciascun attore, quindi almeno quando si verifica un problema, gli utenti hanno qualcosa su cui confrontarsi invece di ascoltare spiegazioni molto generiche.
Sembra tecnico, ma in realtà è piuttosto pratico. I modelli automatici fino ad ora erano spesso forti nella parte delle prestazioni, mentre la parte della responsabilità era piuttosto nebulosa. Quando si verifica un errore, tutto viene spesso attribuito al sistema.
Nel mio modo di vedere, se Fabric gestisce bene la parte di verifica e incentivi per il supervisore, ciò che merita attenzione non è se i robot siano più intelligenti, ma se i robot iniziano a essere costretti ad agire in modo più responsabile. Per me, questo è il vero valore aggiunto.