La lettera aperta del noto miliardario degli Emirati Arabi Uniti Khalaf Ahmad Al Habtoor al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pubblicata il 5 marzo 2026, segna un momento significativo di dissenso pubblico da parte di una figura spesso allineata con i circoli dell'establishment del Golfo.
Nel suo messaggio, Al Habtoor ha criticato aspramente l'escalation militare dell'amministrazione statunitense contro l'Iran, inquadrandola come una minaccia diretta alla stabilità e al futuro economico degli stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). I suoi principali argomenti includono:
Rischi per la Sicurezza Regionale: Ha messo in discussione l'autorità degli Stati Uniti di trasformare il Medio Oriente in un campo di battaglia, chiedendosi se gli stati del Golfo fossero stati considerati prima dell'inizio delle azioni militari.
La Contraddizione del "Consiglio di Pace": Al Habtoor ha sottolineato una cruda ironia: l'iniziativa del "Consiglio di Pace" guidata dagli Stati Uniti, fortemente finanziata dalle nazioni del Golfo per la ricostruzione e la stabilità, sembra essere stata bypassata dall'immediata escalation militare. Ha chiesto trasparenza sul destino di quei fondi impegnati.
Mettere in Discussione la Motivazione degli Stati Uniti: Ha esplicitamente chiesto se la decisione per la guerra fosse una strategia indipendente di Trump o se derivasse da pressioni indebite del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Promesse Nazionali vs. Realtà: Facendo riferimento a critiche più ampie, ha accusato l'amministrazione di aver disatteso la sua promessa elettorale di evitare nuove guerre estere, citando interventi militari in sette paesi—compresi Somalia, Iraq, Yemen, Nigeria, Siria, Iran e Venezuela—durante l'attuale mandato.
Questa critica è notevole perché si discosta dalla natura tradizionalmente privata del discorso politico negli Emirati Arabi Uniti. Segnala una frustrazione profonda tra le élite del Golfo riguardo ai costi tangibili del conflitto in corso e una percepita mancanza di allineamento tra la politica estera degli Stati Uniti e gli interessi di sicurezza dei suoi alleati arabi.