La guerra in Medio Oriente tra #iran e #Israel entra nel suo 6° giorno e i suoi effetti iniziano già a farsi sentire in diversi paesi, compresa la Francia.

Un punto strategico: Lo stretto di Hormuz

Al centro delle tensioni si trova lo stretto di Hormuz, un passaggio marittimo essenziale per il trasporto mondiale di petrolio. Quasi il 20% della produzione di petrolio mondiale transita per questo stretto.

Con i combattimenti in corso e le minacce di blocco, una parte del petrolio mondiale risulta bloccata o deve percorrere strade più lunghe.

Aumento dei prezzi della benzina

Anche se la Francia dipende relativamente poco dal petrolio del Medio Oriente, le tensioni hanno già un impatto sui prezzi.

La benzina è passata da:

•a 1,772 € litro la domenica

•a 1.813 € il martedì

Secondo l'esperto di energia Nicolas Goldberg, gli automobilisti francesi potrebbero pagare circa 10€ in più per pieno se la situazione si protrae.

Il ministro dell'economia francese Roland Lescure afferma tuttavia che non c'è rischio di interruzione dell'approvvigionamento anche se le autorità monitorano l'evoluzione dei prezzi.

Gas: un rischio di aumento

Il gas naturale liquefatto (GNL) potrebbe essere anch'esso influenzato. Circa 1/5 del commercio mondiale di gas passa attraverso lo stretto di Hormuz.

Possibili ritardi per i pacchi

Alcune piattaforme come Shein e Temu potrebbero subire ritardi nella consegna. Anche #amazone presenta già dei ritardi su alcune consegne.

Conclusione

Lo stretto di Hormuz svolge un ruolo chiave nell'economia mondiale. La sua chiusura è secondo me quasi impossibile perché anche se l'Iran è sotto sanzioni americane, riesce a trasportare una quantità non trascurabile di petrolio attraverso le navi fantasma.

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