🚨 Avviso sul mercato energetico globale: il blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe causare una storica carenza di petrolio
L'ultimo rapporto di JPMorgan emette un severo avviso: se lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, la catena di fornitura energetica globale affronterà una dura prova, che potrebbe essere uno dei più grandi eventi di perdita di fornitura improvvisa nei mercati moderni.
Lo Stretto di Hormuz controlla circa un quinto del trasporto globale di petrolio e gas naturale liquefatto. Nella situazione attuale, lo spazio di manovra del mercato è molto più fragile di quanto si possa immaginare.
📊 Le tempistiche chiave e le prospettive fornite da JPMorgan:
Periodo di buffer per le esportazioni estremamente breve: i periodi di buffer per Iraq e Kuwait sono rispettivamente di soli 3 giorni e 14 giorni; una volta esauriti, saranno costretti a fermare le esportazioni attraverso quello stretto e a ridurre la produzione.
La scala della riduzione della produzione sta peggiorando esponenzialmente: al giorno 8 del conflitto, la potenziale riduzione dell'offerta di petrolio raggiungerà 3,3 milioni di barili al giorno; al giorno 18 salirà fino a 4,7 milioni di barili al giorno.
La pressione massima sostenibile è di soli 25 giorni: le strutture terrestri dei sette principali paesi produttori del Medio Oriente (in grado di contenere circa 22 giorni di produzione) insieme a circa 60 petroliere vuote (in grado di contenere circa 3-4 giorni di produzione) possono assorbire al massimo circa 25 giorni di produzione in eccesso. Una volta superato questo limite, le strutture di stoccaggio saranno in crisi e i paesi produttori di petrolio saranno costretti a fermare completamente la produzione.
In condizioni normali, circa 16 milioni di barili di petrolio passano ogni giorno attraverso questo stretto, mentre i dati del 28 febbraio mostrano che questo numero è crollato a circa 4 milioni di barili, solo un quarto del normale volume.
Di fronte alla dura dichiarazione dell'Iran che afferma che "aprirà il fuoco su qualsiasi nave che tenti di attraversare", il sentimento di avversione al rischio nel mercato energetico sta crescendo rapidamente. Colleghi del settore, come valutate l'impatto di questa crisi geopolitica sui prezzi del petrolio, sulle materie prime e sull'inflazione globale nel corso dell'anno? Vi invitiamo a condividere le vostre intuizioni nella sezione commenti.
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