Recentemente la situazione in Medio Oriente è nuovamente peggiorata, il mercato ha prima "prezzato" non l'emozione, ma il petrolio: il Brent è stato spinto a 83 dollari, il WTI si trova vicino ai 77 dollari, il punto di rischio principale rimane il passaggio e le perturbazioni nello Stretto di Hormuz.
Quando il prezzo del petrolio aumenta, le aspettative di inflazione si muovono di conseguenza — guarda che il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti ha superato i 4 dollari/gallone, questa trasmissione influenzerà direttamente la valutazione del mercato sui tassi d'interesse.
Ecco perché BTC/ETH mostra "due percorsi" in risposta a eventi geopolitici:
Uno è petrolio → inflazione → tassi più rigidi → asset rischiosi sotto pressione
L'altro è l'escalation del conflitto che porta a un premio per il rischio sovrano, con BTC come asset non sovrano utilizzato per coprire
Fino ad ora, $BTC ha oscillato intorno ai 71.900 dollari, con un massimo intraday di 74.000 e un minimo di 69.200; $ETH è vicino ai 2.098 dollari, con un massimo intraday di 2.195 e un minimo di 2.002. I prossimi segnali da monitorare: se il prezzo del petrolio accelera nuovamente, se il dollaro/obbligazioni americane si rafforzano, se BTC riesce a mantenere la soglia di 69.200 e se ETH continua a sovraperformare BTC (sovraperformare spesso significa che la propensione al rischio si riscalda o che l'accumulo continua).


Ora la conclusione è molto semplice
L'interruttore del mercato di questa sera non è nelle candele K, ma nella reazione a catena tra petrolio e macroeconomia.