Un giorno, una nuova rana arrivò. Non era come le altre. Si chiamava Peperina, e aveva occhi brillanti e curiosi che sembravano trovare magia nel quotidiano. Mentre le altre rane vedevano una palude cupa, lei vedeva una cattedrale di cipressi e un cielo riflesso in un milione di gocce.
Notò subito Pepe. Era seduto sul suo solito tronco, una singola lacrima tracciava un percorso lungo la sua guancia. La maggior parte delle rane saltava oltre di lui, ma Peperina si fermò.
"Ciao," disse, la sua voce come una piccola campanella. "Perché sei così triste?"
Pepe sospirò, un suono lungo e profondo che frusciava le canne. "È tutto," mormorò. "Il mondo è pesante."
Peperina non cercò di tirarlo su di morale con una barzelletta o una storia sciocca. Invece, si sedette semplicemente accanto a lui sul tronco. Non disse una parola. Si limitò a guardare le lucciole iniziare a lampeggiare sopra l'acqua.
Per la prima volta, Pepe non si sentì solo nella sua tristezza. Qualcuno era lì, condividendo il silenzio, senza cercare di aggiustarlo.