Quando i proiettili iniziano a risuonare in Medio Oriente, il mercato delle criptovalute inizialmente entra in panico e poi si calma! 🇮🇱🇮🇷
Gli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele in Iran + l'attacco a un impianto di raffinazione in Arabia Saudita, un evento imprevisto geopolitico fa crollare il mercato delle criptovalute, il Bitcoin è sceso di oltre il 5% in 15 minuti, scendendo sotto i 64.000, più di 130.000 persone hanno subito liquidazioni per un totale di 463 milioni di dollari in 24 ore, i contratti long sono stati spazzati via, Ethereum e Solana hanno seguito una caduta del 4%-7%, tutti esclamano “la guerra ha speso i soldi del mercato delle criptovalute”.
Non ci si aspettava che in un momento in cui i prezzi del petrolio schizzano alle stelle e l'oro raggiunge un nuovo massimo storico, il Bitcoin sia rimbalzato da 63.000 a circa 66.000, le criptovalute principali sono aumentate collettivamente, c'è chi scommette che il conflitto si fermerà a breve, c'è chi teme che l'apertura del mercato azionario americano possa portare a una grande volatilità, e il mercato long e short inizia a dividersi.
In fin dei conti, il mercato delle criptovalute non è riuscito a liberarsi della sua alta rischiosità, il cosiddetto “oro digitale” non regge di fronte a veri eventi di avversione al rischio, le stablecoin invece sono diventate la linea di vita finanziaria nelle zone di conflitto. #美以袭击伊朗 $BTC
Ora resta da vedere se la situazione in Medio Oriente continuerà a degenerare, se la Federal Reserve sarà costretta a fermare i tassi d'interesse a causa dei prezzi del petrolio, se questo rimbalzo è solo un colpo di coda o un vero e proprio recupero?
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