La Turchia propone una tassa del 10% sui guadagni da criptovalute

La Turchia si sta muovendo per formalizzare la tassazione delle criptovalute. Il partito di governo AK ha introdotto un disegno di legge che imporrebbe una tassa del 10% sui guadagni provenienti da piattaforme crypto regolamentate, riscossa trimestralmente. Il presidente avrebbe la flessibilità di adeguare l'aliquota ovunque tra il 0% e il 20%, a seconda del tipo di token, del periodo di detenzione o del portafoglio utilizzato.

Il disegno di legge include anche una tassa sulle transazioni dello 0,03% per i fornitori di servizi che facilitano le operazioni in criptovalute e richiede agli investitori che utilizzano piattaforme non autorizzate di segnalare i guadagni annualmente. I broker di criptovalute e gli intermediari sarebbero responsabili della segnalazione delle transazioni, con le autorità fiscali che perseguono gli individui se le informazioni sono incomplete o imprecise.

Definizioni chiave come "attività crypto", "portafoglio" e "piattaforma" sono legate alla legge esistente sui mercati di capitali della Turchia, garantendo che le nuove regole fiscali si integrino con le attuali normative finanziarie. Alcune transazioni soggette alla tassa sarebbero esenti dall'IVA, mentre gli ospedali universitari fondazionali perderebbero le esenzioni fiscali a partire dal 2027.

La proposta segnala l'intento della Turchia di stringere il controllo sul settore delle criptovalute, dando al governo strumenti per adeguare dinamicamente il framework fiscale man mano che il mercato evolve.

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