L'escalation del conflitto in Medio Oriente (attacchi degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, morte del Leader Supremo) spinge gli attivi di rifugio e energia. L'oro è salito a ~US$ 5.350–5.417 per oncia (record recente), beneficiato da domanda sicura e inflazione tramite petrolio costoso. L'argento è a ~US$ 90–94 per oncia, più volatile, con un aumento come rifugio e utilizzo industriale, ma con correzioni. Il petrolio Brent è avanzato a ~US$ 79–80 per barile (aumento del 2–14% in sessioni), con rischio di interruzione nello Stretto di Hormuz che potrebbe portare a US$ 100+.
Le criptovalute hanno reagito con resilienza: il Bitcoin è risalito da cali iniziali (~US$ 63k) a ~US$ 68.500–69.000 (aumento ~5%), visto come "porto sicuro digitale" in mezzo alla geopolitica. Ethereum e altcoin hanno seguito, con squeeze sugli short che hanno spinto i guadagni. L'oro/argento tokenizzati (XAU/PAXG) hanno anche visto un alto volume. Il mercato cripto agisce come termometro 24/7 del rischio globale.
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