A dire il vero, Khamenei se davvero è stato ingannato dalla "fuma di marzo" dei colloqui in Belgio, tornato a casa è stato subito mandato via, questo colpo di scena geopolitico ha praticamente spaventato il mercato a morte.
La durezza di Trump, che "dice bene ma colpisce alle spalle", l'abbiamo già vista quando ha fatto crollare il Bitcoin.
A dire il vero, questa estrema incertezza è una vera e propria spada a doppio taglio per il BTC.
Panico a breve termine: se le voci si rivelano vere, la prima reazione dei capitali di rifugio potrebbe essere quella di vendere tutto ciò che è un asset liquido. Dopotutto, anche i dati sull'occupazione che gli Stati Uniti hanno rivisto al ribasso di quasi 1 milione lo scorso anno sono risultati falsi, l'economia reale potrebbe essere già in recessione, e in questi momenti il consenso di "comprare oro in tempi turbolenti" potrebbe risultare più stabile del Bitcoin.
I dividendi del fallimento del credito a lungo termine: ma da un'altra prospettiva, quando questo gioco "solo per profitto" si rompe completamente, il crollo del credito sovrano rafforzerà la logica sottostante del BTC come asset decentralizzato.
Questo mercato sta oscillando ripetutamente intorno ai 69.000, in realtà sta digerendo questo potenziale cigno nero che potrebbe esplodere in qualsiasi momento...
Penso che il BTC attuale non sia più un semplice asset finanziario, ma piuttosto un "termometro" della competizione globale. In questi anni di manipolazione dei dati e di negoziati che si ritirano, non lasciarti prendere come il "liquidità long" sacrificato quando i giganti competono.
Cosa pensi di questa "trappola dei negoziati"? Parliamone nei commenti.
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