Quando parlo del Fabric Protocol, mi viene sempre in mente una scena: sei a un incrocio, e ti si avvicina un'auto senza conducente, mentre accanto fluttua un drone per le consegne. Istintivamente fai un passo indietro, non perché sembrano così spaventosi, ma perché non sai cosa farà nel prossimo secondo.
Questo è il punto più sottile tra uomo e macchina: non ci manca la tecnologia, ci manca la fiducia.
@Fabric Foundation ciò che trovo interessante è che sta cercando di colmare questo vuoto. Ha creato un "profilo comportamentale" per ogni macchina usando un libro mastro pubblico, registrando da dove proviene, cosa deve fare e quali sono le basi delle sue decisioni. In futuro, se incontri una macchina, non dovrai indovinare né guardare un cartello, basta controllare la catena per sapere se è affidabile. Questa fiducia è trasparente e verificabile, non è qualcun altro a dirti "puoi fidarti di questa cosa", ma è tu stesso a poter vedere che è affidabile.
Un altro punto che mi fa riflettere è come gestisce "la socializzazione tra macchine". La socializzazione umana ha sguardi, espressioni e una complicità accumulata negli anni; le macchine non hanno nulla di tutto ciò. Come possono due robot di produttori diversi sapere se l'altro cambierà improvvisamente corsia o tenterà di rubare il proprio compito? Il Fabric ha sostanzialmente redatto un manuale sociale per loro: prima di tutto si identificano, confermano le intenzioni e poi coordinano le azioni secondo il protocollo. L'intero processo è freddo e impersonale, ma è in realtà più affidabile della socializzazione umana, perché ogni passo è documentato.
C'è anche un livello di immaginazione riguardo all'"ordine quotidiano". In futuro, i robot aspirapolvere, le macchine per le consegne e i robot di pattugliamento correranno nei vari condomini; non saranno proprietà privata di nessuno, ma parte di uno spazio pubblico. Chi garantisce che non si muovano in modo caotico, non si intromettano o non disturbino i cittadini? Il libro mastro pubblico di Fabric funge da un invisibile mantenitore dell'ordine: chi oltrepassa il limite, chi commette infrazioni, viene automaticamente registrato sulla catena. Questo ordine non ha bisogno di sorveglianza né di multe per intimidire, si basa sulle regole fondamentali stesse.
A questo punto, ho improvvisamente capito perché questo progetto si chiama "protocollo". Non sta creando un prodotto da vendere, ma stabilendo un insieme di regole che tutti devono rispettare. In un'epoca in cui tutti sono impazienti di monetizzare, essere disposti a stabilire prima le regole e poi a lavorare, mi fa sentire che c'è più potenziale a lungo termine. #robo $ROBO