Non è più veloce, ma più affidabile: la narrazione a lungo termine di Zerobase
Recentemente, mentre riflettevo su @ZEROBASE ZEROBASE, mi sono reso conto che quello che cerca di risolvere non sembra essere l'ottimizzazione di "un certo punto tecnologico", ma piuttosto quella difficoltà del mondo on-chain: come si concretizza la fiducia.
Sappiamo tutti che la blockchain stessa è affidabile, ma una volta che si tratta di dati e calcoli off-chain, inizia a diventare complicato. Oracle, verifica da parte di intermediari, interfacce centralizzate, patch su patch, il sistema diventa sempre più complesso e la fiducia rimane in sospeso. È come se si stesse continuamente riparando una barca senza mai modificarne la struttura.
L'idea di Zerobase è più diretta: poiché il problema è che "il calcolo non può essere verificato direttamente", allora si deve rendere "verificabile" una configurazione predefinita. Combina le prove a conoscenza zero (ZKP) e gli ambienti di esecuzione affidabili (TEE), permettendo ai dati di funzionare in sicurezza off-chain, ma il risultato è naturalmente dimostrabile e verificabile. Non si tratta di aggiungere un certificato dopo il fatto, ma di generare risultati con un "tag di prova" incorporato.