Pensavi che ROBO fosse un concetto di AI? No, sta creando una "società on-chain di robot", chi può prendere ordini, chi deve assumersi la responsabilità, come vengono liquidati, tutto racchiuso in un insieme di regole.
Ho osservato la narrazione di @Fabric Foundation e c'era un punto molto "controintuitivo": parlano sempre di "supervisione, responsabilità, collaborazione", e non solo di quanto sia intelligente il modello. La ragione è semplice: una volta che i robot escono dal laboratorio per entrare nel mondo reale, il problema non è più "saranno in grado di fare", ma "chi è responsabile se sbagliano, come si prova che è stato fatto bene, come si dividono i guadagni tra più persone". Se non ci sono regole comuni, l'economia dei robot rimarrà per sempre nei giardini chiusi delle singole aziende.
L'impostazione del Fabric Protocol è più simile a quella di costruire una "società on-chain": mettere dati, potenza di calcolo, contributi di competenze, esecuzione dei compiti, valutazione della qualità, gestione delle controversie, tutto in un sistema di libro mastro pubblico che può essere registrato e tracciato. Puoi interpretarlo come: i robot non sono prodotti singoli, ma partecipanti in una rete; prendono ordini, consegnano e liquidano, tutto deve seguire processi verificabili, altrimenti nessuno si fiderà di affidare compiti chiave a una "scatola nera".
Quindi $ROBO qui non è solo un oggetto decorativo, ma è più simile a un passaporto per questa società e a un mezzo di liquidazione: permette ai contribuenti di voler entrare e costruire, agli esecutori di voler scommettere sulla credibilità, e ai supervisori di avere la motivazione per scoprire problemi e punire il male. Se ti concentri solo sulle fluttuazioni dei prezzi, perderai di vista il vero punto: questo sistema di "chi può prendere ordini, chi si assume la responsabilità" è la variabile fondamentale che determina se #ROBO può diventare una narrazione a lungo termine.
