- Carta di credito e prestiti nazionali unificati: 696 milioni di carte, ufficialmente sceso sotto i 700 milioni
- Rispetto alla fine del 2024: riduzione di 31 milioni di carte
- Rispetto al picco storico del terzo trimestre 2022 (807 milioni di carte): riduzione totale di 111 milioni di carte
- Calo continuo per 13 trimestri, dimensioni tornate ai minimi storici degli ultimi 7 anni (vicino ai 686 milioni di carte a fine 2018)
🧾 Perché continuano a diminuire?
1. Vincoli normativi severi (motivo principale)
Nuove normative del 2022 richiedono: proporzione di carte dormienti ≤ 20%, superamento non consente emissione di nuove carte. Le banche stanno ritirando su larga scala carte senza transazioni da oltre 18 mesi e carte a basso saldo, eliminando le "carte bolla".
2. Riduzione attiva da parte delle banche
Il tasso di insolvenza è in aumento (molte banche oltre il 3%), i costi di gestione del rischio/riscossione aumentano, le banche passano da "crescita rapida" a riduzione del volume e miglioramento della qualità, chiudendo filiali inefficienti e restringendo il credito di bassa qualità.
3. Cambiamento significativo nelle abitudini degli utenti
- Pagamenti mobili (WeChat/Alipay) sostituiscono le transazioni con carta
- Consumo razionale: non si richiedono più carte per piccoli regali/punti, chiusura attiva di conti "distacco"
- Paura di influenzare il credito, preferenza per mantenere solo 1-2 carte di alta capacità come riserva
📈 Tendenze del settore: da "crescita quantitativa" a "crescita qualitativa"
- Focus delle banche: volume di emissione carte → utenti attivi → servizi per situazioni → rischio e rendimento
- Prodotti: diritti semplificati, focalizzazione su situazioni ad alta frequenza (ristorazione/viaggi/e-commerce)
- Tendenze: approfondimento dell'inventario, digitalizzazione, integrazione di carte e prestiti