Il Chief Investment Officer (CIO) di Bitwise **Matt Hougan** ha respinto le teorie del complotto che puntano a società come Jane Street e Binance come colpevoli del calo del prezzo del Bitcoin (BTC), sostenendo che i detentori a lungo termine che riducono l'esposizione attraverso la vendita spot, la liquidazione di posizioni con leva e la scrittura di opzioni coperte sono i veri fattori trainanti dell'attuale discesa.
Cosa è successo: Matt Hougan respinge le accuse di manipolazione
Hougan ha direttamente smentito le speculazioni sui social media secondo cui il calo dei prezzi del Bitcoin fosse dovuto a manovre coordinate da parte di grandi aziende di trading. Ha dichiarato che la spiegazione reale è "molto più noiosa" di quanto suggeriscano queste teorie.
Ha menzionato: "Le teorie del complotto sono davvero estreme. Prima era Binance, poi Wintermute, poi un qualche fondo macro offshore non identificato, poi il Bitcoin cartaceo, oggi è Jane Street, e la prossima settimana sarà qualcun altro."
Il CIO di Bitwise ha indicato tre fattori dietro la pressione di vendita: la teoria del ciclo di mercato che opera su un ciclo di quattro anni, crescenti preoccupazioni per le vulnerabilità del calcolo quantistico e la rotazione di capitale dalle criptovalute alle startup di intelligenza artificiale. Christopher Wood, lo stratega azionario globale di Jefferies, ha già rimosso il 10% di allocazione di Bitcoin dal suo portafoglio modello a causa delle preoccupazioni relative al calcolo quantistico, e Kevin O'Leary ha avvertito che gli investitori istituzionali stanno limitando la loro allocazione di Bitcoin a circa il 3% fino a quando l'industria non affronterà questa minaccia.
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Perché è importante: La tempistica del recupero rimane incerta.