La Corte Suprema ha chiarito che nel 2026 verrà rafforzata la risposta giuridica ai casi di criptovalute e altri nuovi strumenti finanziari, con un focus centrale sull'unificazione delle regole di giudizio e sulla risoluzione dei problemi giuridici.
In precedenza, i casi di criptovalute presentavano problemi come sentenze diverse per casi simili, difficoltà di qualificazione e difficoltà di trattamento. Questa volta ci si concentrerà su aspetti chiave come l'efficacia contrattuale, l'assunzione delle perdite e la liquidazione degli asset coinvolti, allineandosi con lo spirito della notifica 924, e riaffermando che le attività legate alle criptovalute sono attività finanziarie illegali, con contratti di transazione nulli e perdite d'investimento a carico dell'investitore.
Si chiarisce anche il confine giuridico: si distingue tra detenzione legale e transazioni illecite, supportando solo la responsabilità legale per crimini come frode e piramide. Viene promossa la penetrazione della catena giuridica, la cooperazione transfrontaliera e altri meccanismi, costruendo un ciclo di governance che combina regolamentazione e giustizia. Questo segna il passaggio dalla ricezione passiva della giustizia della criptovaluta a una costruzione attiva del sistema, con requisiti di conformità completamente aggiornati.