I numeri di cui stiamo parlando (2,7% → 2,5%) sono le aspettative di inflazione degli Stati Uniti (CPI) — non il tasso di inflazione del Bitcoin.

📊 Cosa è realmente successo con l'inflazione

L'inflazione degli Stati Uniti di dicembre (CPI) era di circa 2,7% su base annua.

I mercati si aspettavano che gennaio si attestasse intorno al 2,5% su base annua.

Ma quando è stato pubblicato il CPI di gennaio, ha registrato circa 2,4% su base annua, al di sotto delle aspettative e sotto la previsione del 2,5%. �

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🧠 Cosa significa questo per il Bitcoin e i mercati

I trader osservavano che l'inflazione si raffreddasse dal 2,7% a circa 2,5% come segno che le pressioni sui prezzi si stavano attenuando.

Un'inflazione più bassa aumenta la probabilità che la Federal Reserve possa tagliare i tassi d'interesse o mantenere una posizione accomodante — e ciò generalmente fa aumentare gli asset a rischio come il Bitcoin.

Poiché il dato di inflazione è stato ancora più morbido (2,4%) rispetto all'aspettativa del 2,5%, ha rafforzato quella narrazione di disinflazione, che ha aiutato il prezzo del Bitcoin a rimbalzare e ha sollevato il sentimento. �

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❗Importante chiarimento

Il tasso di inflazione del Bitcoin — che significa l'aumento annuale dell'offerta di Bitcoin dall'estrazione — è molto diverso (e strutturalmente molto inferiore), e non è ciò che viene citato con “2,7% → 2,5%.” Quel numero nei media e nei mercati si riferisce ai dati sull'inflazione degli Stati Uniti, non all'inflazione dell'offerta di Bitcoin.