Sono passati quattro anni dall'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Oggi, il panorama energetico globale appare radicalmente diverso. La Russia rimane un attore dominante nel mercato del petrolio, ma la sua presa finanziaria si sta visibilmente allentando. Nuovi dati rivelano un paradosso sorprendente: Mosca sta esportando più petrolio rispetto a prima della guerra, ma guadagna significativamente meno per ogni barile venduto.

Un'analisi recente del Centro per la Ricerca sull'Energia e l'Aria Pulita (CREA) evidenzia questo cambiamento. Nei dodici mesi precedenti a febbraio 2024, il fatturato totale della Russia dai combustibili fossili—compresi petrolio, gas e carbone—ha totalizzato 193 miliardi di euro. Questo segna un calo del 27% rispetto al periodo immediatamente precedente all'invasione. Mentre il volume di petrolio che lascia i porti russi rimane alto, i margini di profitto stanno diminuendo sotto il peso della pressione internazionale.

Il divario di volume

La strategia delle sanzioni occidentali non è mai stata quella di rimuovere completamente il petrolio russo dal mercato globale. Farlo farebbe impennare i prezzi globali. Invece, l'obiettivo era costringere la Russia a vendere le sue risorse a un prezzo fortemente scontato. Questo piano sembra funzionare. Mentre le esportazioni di gas sono crollate dal 2022, i volumi di petrolio si sono dimostrati resilienti. Infatti, i volumi di esportazione di greggio sono rimasti superiori del 6% rispetto ai livelli pre-invasione nell'ultimo anno, raggiungendo 215 milioni di tonnellate.

Tuttavia, il volume non equivale a valore. Le entrate della Russia dalle esportazioni di greggio sono diminuite del 18% su base annua. Mosca è stata costretta a reindirizzare il suo commercio marittimo lontano dall'Europa. Ora si affida pesantemente a Cina, India e Turchia. Per bypassare le sanzioni, la Russia utilizza spesso una "flotta ombra" di petroliere vecchie e non assicurate. Queste navi operano al di fuori del controllo occidentale tradizionale, ma non possono compensare completamente la perdita dei mercati europei premium.

Geopolitica e accordi commerciali in evoluzione

La pressione geopolitica sta intensificando. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha recentemente reso "la diversificazione lontano" dal greggio russo una condizione chiave per un accordo commerciale con l'India. Questa mossa segnala un irrigidimento della rete attorno ai clienti più affidabili di Mosca. Se l'India inizia a pivotare, la Russia perderà una delle sue più grandi ultime linee di vita.

In Europa, la conversazione si sta spostando verso misure ancora più aggressive. L'Unione Europea sta attualmente discutendo un divieto totale su qualsiasi attività che supporti le esportazioni di greggio marittimo della Russia. Questo andrebbe molto oltre i precedenti limiti di prezzo. Un tale divieto sarebbe essenzialmente mirato ai servizi di spedizione e ai fornitori di assicurazione che permettono al petrolio russo di muoversi in tutto il mondo.

Una resistenza frammentata

Nonostante la spinta per restrizioni più severe, l'unità rimane una sfida. Un recente tentativo dell'UE di approvare queste nuove sanzioni è fallito lunedì. L'Ungheria ha emesso un veto, citando una controversia su un oleodotto ucraino danneggiato. Questa frizione interna evidenzia la difficoltà di mantenere un blocco economico totale per un periodo prolungato.

Attualmente, la Russia si affida ancora a petroliere occidentali per oltre un terzo delle sue esportazioni di petrolio. Il divieto proposto dall'UE mira a porre fine a questa pratica. Se avrà successo, renderebbe obsoleto il limite di prezzo del G7 semplicemente rendendo illegale il trasporto di petrolio russo per le aziende occidentali. Con la guerra che entra nel suo quinto anno, la battaglia economica sta diventando una guerra di logoramento. La Russia sta vendendo di più per rimanere a galla, ma il costo di fare affari sta aumentando ogni giorno.

Le sanzioni occidentali possono eventualmente mandare in bancarotta la macchina da guerra della Russia senza far crollare l'economia globale?

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