I Paesi Bassi hanno annunciato una proposta per introdurre una tassa del 36% sulle plusvalenze non realizzate, che potrebbe entrare in vigore il 1 gennaio 2028, in attesa dell'approvazione del Senato. La tassa si applicherà a azioni, ETF, conti di risparmio e criptovalute, il che significa che gli investitori potrebbero essere tassati annualmente sulla crescita del portafoglio, anche se non hanno venduto i loro beni.
Esempio di Scenario
📈 Portafoglio iniziale: €100.000
📈 Il portafoglio cresce a: €140.000
📈 Plusvalenza non realizzata: €40.000
📈 Dopo l'esenzione di €1.800: €38.200 tassabili
📈 Tassa del 36% dovuta: €13.752
È importante notare che, se i mercati successivamente calano, le tasse già pagate non verrebbero rimborsate. Sebbene le perdite possano essere riportate per compensare i guadagni futuri, i guadagni non realizzati già tassati rimarrebbero soggetti alla tassa.
Illustrazione di Tre Anni
💼 Investimento iniziale: €100.000
💼 Tassa totale pagata: €13.752
💼 Valore del portafoglio dopo il recupero del mercato: €110.000
💼 Capitale netto dopo le tasse: €96.248
Sebbene il portafoglio appaia redditizio sulla carta, il capitale effettivo dell'investitore dopo le tasse scenderebbe al di sotto degli investimenti originali.
Impatto Potenziale
Questo quadro potrebbe aumentare il rischio di vendite forzate di attivi, poiché gli investitori potrebbero dover liquidare partecipazioni per coprire le passività fiscali su guadagni che non sono ancora stati realizzati.


