Il silenzio e il clamore di 40ms: quando di notte guardavo i log del nodo di Fogo e ho visto la scommessa che Solana non oserebbe fare
La vigilia di Capodanno stavo ancora guardando la finestra del terminale che scorreva freneticamente per verificare il '40 millisecondi per bloccare' di Fogo, non ho scelto di credere a quei bellissimi grafici nel white paper, ma ho affittato un server ad alte prestazioni e ho eseguito personalmente un nodo di validazione. A dire il vero, questa sensazione di vedere le righe di log aggiornarsi come un flusso ha una strana bellezza meccanica, ma è più che altro un'ansia sottile.
Se hai mai eseguito un nodo di Ethereum, ti abituerai a quel ritmo costante ma lento, come un battito cardiaco, con una respirazione ogni 12 secondi; se hai mai eseguito un nodo di Solana, ti familiarizzerai con quella frenesia simile a un mitragliatore, ma a volte accompagnata dall'ansia per i pacchetti persi a causa di 'bloccaggi'. Ma qui a Fogo, la situazione diventa completamente diversa. Non è un battito cardiaco, né un mitragliatore; è come un ronzio ad alta frequenza continuo, così veloce che non riesci nemmeno a catturare con l'occhio umano la generazione di singoli blocchi. Il mio script di monitoraggio dei log non riusciva nemmeno a tenere il passo con la velocità di lettura e scrittura dell'I/O, e ho dovuto ridurre il tasso di campionamento per prevenire il sovraccarico della memoria. È stato allora che ho realizzato a che punto la squadra di quei pazzi aveva modificato l'architettura del client di Firedancer: non hanno solo ottimizzato il codice, stanno cercando di rendere completamente trasparente questo strato di 'logica' della blockchain, permettendo ai dati di fluire direttamente sull'hardware fisico.