La ricerca dell'identità di Satoshi Nakamoto è diventata un rituale.
Una trama ricorrente che dice più su di noi che su Satoshi. Vogliamo un volto. Un genio. Un singolo architetto da adorare o incolpare.
Ma questo è proprio il punto.
Il Bitcoin è stato progettato per superare il suo creatore. Nessun CEO. Nessuna sede centrale.
Solo codice. Consenso. E una rete che rifiuta di preoccuparsi di chi ha scritto la prima riga.
Eppure, ogni pochi anni, le teorie si ripristinano come un orologio:
2010: Hal Finney è Satoshi.
2012: Nick Szabo è Satoshi.
2014: Dorian Nakamoto è Satoshi.
2016: Craig Wright è Satoshi.
2018: Adam Back è Satoshi.
2020: Jack Dorsey è Satoshi.
2022: Elon Musk è Satoshi.
2024: Peter Todd è Satoshi.
2026: Epstein è Satoshi.
I nomi cambiano. I blocchi no.
Se Satoshi è chiunque, Satoshi è la rete.
I nodi. I miner. I costruttori. I possessori.
HODL.
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