I prezzi dell'oro rimangono elevati oggi, 12 febbraio 2026, oscillando intorno a $5.060–$5.080 per oncia nel trading spot (con lievi fluttuazioni tra fonti come Trading Economics, Reuters e tracker live che mostrano lievi cali dello 0,3–0,5% intraday). $XAU
Dopo essere salito oltre $5.100 all'inizio di questa settimana e aver recuperato fortemente dai minimi di febbraio vicino a $4.400, l'oro è entrato in una fase di consolidamento. Dati sull'occupazione statunitense di gennaio più forti del previsto hanno rafforzato il dollaro e ridotto le aspettative di taglio dei tassi da parte della Fed nel breve termine, causando un moderato ritracciamento. Gli investitori sono ora concentrati sui prossimi dati sull'inflazione statunitense (CPI) di domani, che potrebbero fornire segnali più chiari sulla politica monetaria.
Fattori chiave bullish: L'acquisto persistente delle banche centrali, le incertezze geopolitiche e la domanda di diversificazione a lungo termine continuano a fornire un solido supporto. L'oro si mantiene saldamente sopra il livello psicologico di $5,000 e il supporto della linea di tendenza in rialzo dall'inizio di febbraio. $XAU
Pressioni ribassiste: Un dollaro più forte e segni di esaurimento tecnico (ad es., divergenza RSI ribassista) suggeriscono possibili rischi al ribasso a breve termine verso $4,900–$5,000 se la resistenza attorno a $5,170 rimane solida.
Outlook: Gli analisti rimangono in gran parte ottimisti per il 2026 nel complesso, con molti che prevedono medie nell'intervallo di $4,700–$5,400 entro la fine dell'anno, sostenute da una domanda strutturale. Tuttavia, la volatilità a breve termine è alta: l'oro potrebbe testare valori più alti se l'inflazione sorprende al ribasso o scendere se il dollaro guadagna terreno.

