Non importa la piattaforma: ogni giorno che passa, l'essere umano rivela quanto sia malato — moralmente, intellettualmente e spiritualmente.

Una folla rumorosa si alza per incolpare il presidente degli Stati Uniti per qualsiasi oscillazione del mercato. Ma la domanda a cui pochi hanno il coraggio di rispondere è: quanti riescono a governare la propria vita prima di voler insegnare a qualcuno a governare un'intera nazione?

E noi, brasiliani… con quale morale puntiamo il dito contro qualsiasi paese? Viviamo immersi in un collasso politico, morale e intellettuale. Basta osservare i nostri rappresentanti, le nostre istituzioni e, soprattutto, le scelte che facciamo come società. Criticare il mondo mentre ignoriamo il caos dentro la propria casa non è opinione — è ipocrisia collettiva.

Il silenzio di fronte ai nostri stessi errori è già imbarazzante. Ora, parlare con arroganza di paesi di primo mondo sfiora il delirio.

Su Internet, è nata una generazione di “specialisti istantanei”. Persone che non hanno mai studiato economia, non hanno mai capito il rischio, non hanno mai costruito patrimonio, ma vogliono tenere lezioni su mercato e politica. Quando il mercato sale, si dicono geni. Quando corregge, iniziano la caccia alle streghe, cercando colpevoli per nascondere la propria ignoranza.

E resta la domanda che molti non riescono a affrontare: tu che ti dichiari di sinistra, perché corri a comprare criptovaluta? Perché fidarti del sistema decentralizzato che è nato proprio per sfuggire al controllo statale che tanto difendi?

La verità è dura: molti non sono altro che ipocriti modellati da discorsi pronti, massa di manovra che ripete narrazioni senza nemmeno capire ciò che sta difendendo.

Stiamo creando una generazione che vuole profitto senza responsabilità, opinione senza conoscenza e risultati senza disciplina. Alla fine, sono solo voci alte, ego gonfiato e zero contenuto… che urlano in un gioco che non hanno mai imparato a giocare.