#美国加征关税 #Vault Bitcoin e la tempesta della politica tariffaria di Trump Da quando il presidente americano Trump è tornato alla Casa Bianca all'inizio del 2025, la sua rigorosa politica commerciale è diventata il fulcro dei mercati globali. All'inizio di aprile, Trump ha annunciato l'imposizione di una "tassa tariffaria minima" del 10% su tutti i beni importati e un aumento delle aliquote per alcuni paesi; questa politica è stata soprannominata dal mercato "Giorno della Liberazione". Non appena è stata diffusa questa notizia, il prezzo del Bitcoin ha reagito rapidamente, registrando un significativo aumento il 2 aprile, superando i 95.000 dollari. Gli analisti ritengono che ciò rifletta la tendenza degli investitori a considerare il Bitcoin come un bene rifugio, specialmente nel contesto di un'escalation della guerra commerciale e di una maggiore volatilità del dollaro. Tuttavia, la situazione non è durata a lungo. Il 4 aprile, la Cina ha annunciato l'imposizione di dazi compensativi del 34% sui beni importati dagli Stati Uniti, causando un crollo dei mercati azionari globali; anche il Bitcoin non è stato risparmiato, con il prezzo che è tornato intorno ai 91.000 dollari. Tuttavia, rispetto a mercati tradizionali come il Nasdaq, il Bitcoin ha mostrato una relativa resilienza, evidenziando la sua posizione unica in tempo di crisi. Gli esperti del settore prevedono che, se le tensioni commerciali dovessero persistere, il Bitcoin potrebbe raggiungere nel 2025.
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